Impastatrice planetaria

Ormai molto diffuse in ambito domestico l’ impastatrice planetaria è un’ottimo alleato delle donne moderne.

Nata a metà Ottocento, nel 1862 per la precisione, da un’idea del produttore di candele Daniel Peter, che, con l’avvento dell’illuminazione ad olio si trovò a doversi inventare una nuova professione, si è da subito dimostrata molto utile per il settore alimentare.

Inizialmente diffusa soprattutto in ambito industriale, anche a causa dei costi spesso proibitivi, sta diventando un elettrodomestico presente in una fetta sempre più larga di famiglie. Naturalmente se vogliamo portarci a casa un oggetto valido sotto tutti i punti di vista la spesa non sarà propriamente economica, ma i costi sono molto ridotti rispetto a non troppi anni fa.

L’impastatrice planetaria ben si adatta alla frenesia della vita moderna, aiutando le donne, che hanno sempre meno tempo da dedicare alle attività tipiche dell’economia domestica, ma che vogliono cercare di mantenere uno stile di vita sano, tentando, nel limite del possibile, di auto produrre determinati cibi evitando così di dover comprare prodotti confezionati, la maggior parte delle volte, con contenuti alti di conservanti.

Questo tipo di macchinario ha infatti come funzione primaria quello di impastare tra loro alimenti diversi per formare la base per alcuni cibi.

Di seguito una lista delle migliori impastatrici planetarie che potete trovate su Amazon.it

Impastatrice PlanetariaWattN.VelocitàCapacitàDescrizione Breve
Kenwood KMM770120036.7 litri-3 uscite motore
-tasto pulse
-variatore di velocità elettronico
-fornito con kit da pasticcere (gancio, frusta, sbattitore)
-mixer in vetro termo resistente: capienza totale 1,8 L
Kenwood KMX51 KMIX50085 litri-sistema di sicurezza per il blocco del funzionamento.
-ulteriore attacco dedicato alle lavorazioni a bassa velocità
-struttura in metallo pressofuso
Kitchenaid Artisan 5KSM150PSEER300104,83 litri-intreamente realizzato in metallo
-ciotola in acciaio inox
-paraspruzzi
-frusta
-gancio pasta
-battitore
Electrolux EKM41001000102,9 litri-indicatori LED blu
-alluminio pressofuso
-gancio uncino
-frusta per montare
-frusta E
Kenwood KM285 Prospero90034.3 litri-food processor con gruppo lame in acciaio inox
-tritacarne con struttura in metallo
-tritatutto in vetro
-sistema di sicurezza Interlock
G3 Ferrari G2P01800150067 litri-contenitore INOX alimentare
-pannello di controllo LCD
-coperchio e contenitore rimovibile
Moulinex QA20017004+pulse3,5 litri-Movimento planetario
-2 diverse uscite
-3 utensili di miscelazione ed impasto: frusta filo, frusta preparati leggeri, gancio impastatore
Bomann KM 367 CB100065 litri-cavalletto antiscivolo con piedini a ventosa
trtitacarne:
-tubo di metallo
-fresa in metallo
-3 dischi di macinazione in acciaio
-stampo in acciaio inossidabile
-accessorio per riempire salsicce

Impastatrice planetaria. Le sue caratteristiche.

impastatrice planetariaIl nome planetaria viene dato a questo particolare modello di impastatrice a causa del suo duplice movimento che si sviluppa come quello dei pianeti.

Una rotazione intorno al proprio asse è la funzione base, alla quale si accompagna un movimento circolare intorno alla vasca, che ricorda quello di rivoluzione dei pianeti attorno al Sole.

I due processi di rotazione, svolti in simultanea, permettono al braccio meccanico di mescolare l’impasto ed allo stesso tempo di staccarlo dal bordo della ciotola. Questo modo di lavorazione dell’impasto caratterizza sia i modelli industriali che quelli ad uso domestico.

La struttura delle impastatrici planetarie, di solito in metallo, ad eccezione dei modelli più economici che spesso sono di plastica, è formata da un motore, contenuto nel corpo centrale, da un braccio metallico, al quale vengono agganciati i vari accessori, e da una ciotola removibile dove vengono inseriti gli alimenti da miscelare.

Le impastatrici si diversificano tra loro per diversi aspetti, dove quelli  più salienti possono riassumersi nella potenza e la capienza. La potenza, espressa in watt, indica la capacità di velocità di movimento del motore. 325 Watt è quella minima per non trovarci ad aver acquistato un oggetto inutilizzabile.

Questa deve anche poter essere modulata, in base alla miscela che si vuole preparare. I modelli migliori di norma hanno almeno 10 diverse variazioni di velocità, infatti se l’impastatrice lavorerà ad una velocità eccessiva potrebbe capitare che prodotti troppo morbidi possano schizzare fuori dalla ciotola.

Una funzione utile che dovrebbe esserci in tutte le planetarie è quella della pausa; ci sono infatti ricette che prevedono soste durante l’impastamento, sia per far riposare il prodotto che per inserirne un altro.

Per quanto riguarda la capienza, si parla di portata della ciotola della planetaria; le sue dimensioni sono molto varie. La portata più adatta ad un modello di uso domestico è di 5 litri, non troppo grande, evitando così i problemi legati ad utilizzo con la ciotola semivuota, ma neppure troppo piccola; questa è la misura perfetta per realizzare l’impasto per il pane.

Gli accessori

La impastatrice planetaria ha una grande varietà di accessori da poter utilizzare nello svolgimento del loro lavoro. La ciotola è uno di quelli basilari perché è al suo interno che avviene il processo di miscelazione.

In metallo, acciaio inox, nei modelli migliori, ha una capacità che varia molto se destinata ad uso familiare piuttosto che industriale. Nei modelli più lussuosi sono delle sorte di pentole dotate di manici per permettere di passare l’oggetto direttamente sopra la fiamma per poter così completarne la preparazione attraverso la cottura. Altre volte presentano semplicemente delle appendici per poter essere facilmente maneggiate quando debbono essere svuotate o pulite.

Proprio per quanto riguarda la pulizia, e non solo, meglio preferire sempre queste a quelle in plastica; si lavano più facilmente, non trattengono odori e soprattutto si surriscaldano in modo minore durante la lavorazione.

Per quanto riguarda gli accessori, di ganci ce ne sono moltissimi per le esigenze più disparate. Forse il più utile è quello a K, detto anche a foglia, usato per impasti di media durezza, caratterizzato dal fatto che la sua particolare forma permette di raccogliere e staccare in modo ottimale il prodotto dal bordo. Adattissimo per non far penetrare aria nell’impasto durante il processo di amalgamazione.

Quello ad A è invece migliore per gli impasti più duri. La frusta a filo viene usata per frullare creme e sbattere uova. Quella a gancio invece si usa per prodotti lievitati. I ganci sono principalmente a spirale, per impasti di media consistenza, e si diversificano tra loro in base all’angolo di curvatura. Il paraschizzi è un accessorio fondamentale nel caso di utilizzo con impasti semi liquidi.

Può capitare che nei modelli più economici siano presenti nel kit di base in dotazione solamente le fruste e non i ganci quindi, nel caso di necessità di acquisto, tenere presente se  ci sono problemi di compatibilità.

Vantaggi

I vantaggi dell’uso di un’impastatrice planetaria sono molti, e su tutti il risparmio di tempo ed energie per produrre impasti che altrimenti richiederebbero tempistiche troppo lunghe.

Allo stesso tempo il prodotto ottenuto sarà più uniforme e malleabile, e senza grumi. Se paragonato ad altri piccoli elettrodomestici, l’uso della planetaria è più semplice e non richiede una particolare attenzione. Infatti una volta inseriti gli ingredienti nella ciotola, averla bloccata e scelto l’accessorio più adatto alle nostre necessità, sarà sufficiente scegliere la velocità, azionare la macchina ed aspettare che il prodotto sia pronto.

Se si può pensare che l’uso dell’impastatrice planetaria comporti grandi consumi di energia elettrica, in realtà non è così, ed anche le planetarie più potenti consumano al massimo 0,20 centesimi circa all’ora. Sono resistenti, stabili, e anche silenziose, grazie alla cinghia del motore, salvo che il nostro modello non sia uno di quelli troppo economici.

Nella scelta di questo tipo di impastatrice è bene non essere troppo legati al prezzo, per non rischiare di comprare un oggetto non valido e quindi praticamente inutile. Ce ne sono in commercio di molto valide a cifre non eccessive.

Svantaggi

Sono fondamentalmente tre:

L’apporto di ossigeno agli impasti durante la fase di lavorazione, detta insufflazione, può provocare dei danni al prodotto ottenuto in fase finale. Per cercare di limitare questo inconveniente è consigliato l’uso del gancio a foglia, a paletta o a spina di pesce durante la fase iniziale dell’impastamento.

L’impastatrice planetaria ha l’inconveniente di riscaldare l’impasto durante il mescolamento. La temperatura corretta da mantenere durante questa fase è di circa 25 gradi, altrimenti, ad esempio nel caso dell’impasto per la pizza, capiterà che questo lieviterà troppo in fretta e non permetterà una corretta maturazione. Può essere però risolto aggiungendo acqua più fredda all’impasto iniziale, o variando la temperatura ambientale e del lievito di birra. Altro stratagemma è quello di alternare, nel processo di amalgamazione, fasi di lavorazione e momenti di pausa per permettere all’impasto di raffreddarsi.

La planetaria non permette una perfetta incordatura dei prodotti lievitati. Con incordatura perfetta si intende il momento in cui la pasta ha raggiunto il momento di massima tensione oltre al quale si romperebbe, cioè quando ha formato la maglia glutinica. Questa può strapparsi o non formarsi in modo completo se la temperatura non è ideale, o per altri motivi, come per l’eccessiva velocità. Per evitare che questo accada basta seguire alcuni consigli: impastare a velocità basse e spegnere la macchina quando la pasta inizierà a staccarsi da sola dalle pareti della ciotola.

 

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